Trekking dal Lago di Barrea al Monte Greco passando per la Capriola

Anello dei sentieri PNALM J8 - J6, discesa per J5

Il Monte Greco, alto 2.285 metri, è una delle maggiori cime dell'Appennino abruzzese, posta al limite del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nonché la cima più alta del gruppo dei Monti Marsicani. È parte del territorio dei comuni di Barrea e Roccaraso.


Il percorso descritto in questo articolo è un anello lungo e fisicamente impegnativo ma di grande soddisfazione, che permette di salire da Barrea al Monte Greco 2.285 metri, belvedere privilegiato verso tutta la zona del gruppo La Meta – Camosciara e su quasi tutti i monti d’Abruzzo fino al Matese. Spettacolare, nonché unico, il colpo d’occhio su Barrea e il suo lago durante la discesa dal Vallone Rosso; sicuramente uno dei più bei panorami visti nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

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Percorso:

Barrea, Acqua Santa (SS Marsicana Km 63, q. 980m c.) -> Valle Ianara q. 1205m -> Montepiano -> La Capriola -> Canale sotto Q. 2252 a N di Mt. Chiarano -> Cima Mt. Greco (2285m) -> Stazzo Valle Pistacchio -> Val Pistacchia -> Vallone Rosso -> Le Coste -> Cannette -> Acqua Santa.

Si parcheggia sulla SR83 Marsicana nei pressi della diga sul fiume Sangro, in corrispondenza dell’area di sosta e punto di ristoro per Camper. Da qui ha inizio il sentiero J8 che da Barrea porta a Scontrone. Lo si segue salendo inizialmente a zig-zag tra muretti di pietra a secco con bella vista sulle case di Barrea. Lasciato a sinistra il bivio per il sentiero J5 (da cui si discende per completare l’anello) si prosegue sul sentiero J8 e in breve si raggiunge una zona prativa di pascolo frequentata da mucche e cavalli. In alto a sinistra è visibile il grande solco della Valle Capriola verso la quale bisogna dirigersi. Si raggiunge il bivio con il sentiero J6 che si inizia a seguire a sinistra, lasciando il sentiero J8 sulla destra. Qui la salita inizia a farsi più impegnativa e il sentiero, sempre molto ripido, raggiunge e risale la gola della Valle Capriola. In alto a sinistra si vedono le pareti rocciose del Monte Chiarano ricche di grotte carsiche, una delle quali è visibile e raggiungibile con una brevissima deviazione di una cinquantina di metri dal sentiero principale, molto utile in caso di riparo di emergenza. Si esce dalla stretta gola intorno a quota 1.720 metri, proprio sotto le pareti del Monte Chiarano, con alle spalle il panorama sul Lago di Barrea con i suoi splendidi monti a farne da contorno. Il sentiero prosegue meno ripido, solo inizialmente su scomode pietraie, percorrendo l’ampia valle con indicazioni evidenti e costeggiando sempre i ripidi pendii settentrionali del crinale Monte Chiarano – Monte Greco. Attraversate alcune ampie radure pianeggianti costellate da enormi massi erratici, si giunge in vista dell’ampio pianoro di Ospeduco con visibili i ruderi dell’omonimo stazzo (2.020 metri). Qui si abbandona il sentiero segnato, che prosegue verso il Lago Pantaniello, e si va ad individuare una traccia, non segnata ma abbastanza evidente, che sale immediatamente dietro lo stazzo e sale su pietraie all’ampia sella tra il Monte Greco e la Serra delle Gravare. Dalla sella si prosegue a sinistra, dapprima su traccia evidente a mezzacosta e poi su prati, per risalire il ripido pendio che culmina sulla vetta del Monte Greco (2.285 metri).

Per la discesa ci si abbassa leggermente verso la Valle Pistacchia per intercettare una traccia di sentiero che percorre i prati diagonalmente in direzione Sud-Sud Est (utili per individuare il sentiero segnalato da paletti di legno e segni bianco rossi sulle pietre). La traccia raggiunge il fondo della Valle Pistacchia poco prima che questa si congiunga con il Vallone Rosso. Qui si intercetta il sentiero J5 che evita di addentrarsi nel fondo del vallone ma piega a destra a mezza costa, inizialmente pianeggiante ed in seguito via via più ripido e scomodo. Si raggiunge una cresta con bellissimo panorama verso il Lago di Barrea, Civitella Alfedena e La Camosciara, proseguendo nelle discesa si raggiunge un altro punto panoramico dove si ha il più bel colpo d’occhio su Barrea ed il suo lago.

Si prosegue in ripida e scomoda discesa su una traccia a tratti non ben segnalata, che porta inevitabilmente a perderla con facilità. Oltrepassato un grosso riparo sotto roccia, si raggiunge il bosco e il sentiero diventa molto comodo ed ottimamente segnalato. Si esce dal bosco in corrispondenza dello sbocco del Vallone Rosso e si prosegue facilmente fino ad un’ampia radura.

Raggiunta la Fonte delle Cannarelle si piega subito a sinistra e percorrendo un sentiero un po’ chiuso tra gli arbusti, ma comunque comodo, ci si ricongiunge con il sentiero J8 percorso all’andata. In breve e con facilità si ritorna al punto di partenza.