Trekking Monte Meta 2242 metri slm

Sentieri PNALM L1, M1, N1

Il Monte Meta è una delle cime più alte (2.242 mslm) del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

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Monte Meta, foto di Lorenzo Albanese

Situata sul confine delle tre regioni, tra i comuni di Pizzone (IS), Alfedena (AQ) e Picinisco (FR), i Monti della Meta sono una piccola catena montuosa nella zona al confine tra Lazio, Abruzzo e Molise. Fanno parte della dorsale occidentale dell'Appennino Centrale abruzzese, lungo lo spartiacque appenninico, all'interno dei Monti Marsicani. Le montagne più alte sono: il Monte Meta (2242 m), il Monte Petroso (2.249 m.), il Monte Altare (2.174 m.), il Monte Tartaro (2.191 m.), Torretta di Paradiso (1.976 m.), il Monte A- Mare (2.161 m.),la Metuccia (2.105 m.), il Monte Forcellone (2.030 m.), il Monte Cavallo (2.039 m.). Nelle valli che si sviluppano all'interno della catena montuosa sorgono copiose le acque del fiume Melfa e Mollarino in provincia di Frosinone, del Rio Torto in provincia dell'Aquila. Dalle cime la vista spazia su tutti i Monti Marsicani, la Majella e i Monti del Matese.

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Panoramica 360° dalla vetta del Monte Meta 2242 metri slm

Si tratta di uno dei luoghi più remoti dell’area protetta, in cui si trova il regno del Camoscio Appenninico che è qui presente con uno dei branchi più numerosi esistenti nell’area protetta. Lungo i percorsi del Parco sarà possibile avvistare anche l’orso marsicano, il lupo e l’aquila reale che a volte si mostrano agli escursionisti più fortunati.

Alla base del monte, si trova il Passo dei Monaci (1967 mlm), lo snodo sentieristico delle tre regioni percorso fin dai tempi più remoti da pastori, commercianti e briganti. Al di sotto, del passo, nel territorio del Comune di Pizzone, si apre la Val Pagana che giunge fino al Pianoro Le Forme da dove inizia il sentiero M1 che conduce al Monte Meta.

Il Monte Meta, come le altre aree interessate da una particolare concentrazione di camosci è regolamentata dal numero chiuso controllato che ne limita l’accesso a piccoli gruppi prenotati ed accompagnati da una guida autorizzata dall’Ente Parco, nel periodo che va dall’ultima decade di luglio alla prima di settembre. Maggiori info su disciplina del flusso turistico aree di presenza del camoscio appenninico.


Percorso da Vallefiorita 1400 metri slm - Pizzone:

Sentiero M1 e tratto di L1 della rete sentieristica del PNALM

800 metri di dislivello positivo e 10 km di sviluppo

Il sentiero inizia con la carrareccia che entra nella faggeta, attraversa un piccolo ruscello stagionale alimentato dalle acque provenienti dallo scogliemento delle nevi e sale sempre su carrareccia. Seguendo i segni bianco rosso CAI su alberi e pietre del sentiero M1 del Parco si arriva dopo circa 15 minuti in vicinanza dell'acquedotto e della Sorgente Le Forme a quota 1415 m. slm. Qui c'è un piccolo fabbricato in pietra ristrutturato dal CAI e un cancello con una recinzione in ferro. Si gira sulla destra con pendenze che aumentano si cammina un po' a zig-zag per non affrontare la salita con difficoltà all'interno della faggeta. Il sentiero è facilmente riconoscibile, d'inverno invece occorre fare attenzione ad alcuni segni bianco-rossi sugli alberi che permettono meglio di orientarsi nel bosco. Dopo quasi un' ora di cammino a quota 1700 m. slm si esce dalla faggeta per ritrovarsi sui pianori carsici, caratteristiche formazioni rocciose di piccole collinette intervallate da grossi massi erratici. Appena usciti dal bosco, ovvero dopo aver percorso poco più di 2 km, alla destra si vede la lunga cresta di Monte Miele (1942 m. slm) ed alla sinistra la faggeta, mentre già di fronte si nota la cima della Meta.

Questa è la Valle Pagana. (1,15 ore di cammino). Si prosegue verso SO quasi in modo rettilineo rimanendo in quota, direzione Passo dei Monaci in un'ambiente tipicamente alpino tra detriti, ghiaioni, piccoli nevai, ed enormi blocchi calcarei sul sentiero a mezza costa.

Passo dei Monaci è facilmente riconoscibile perche è un valico tra la Meta e la Metuccia per la presenza di un grosso masso (piccolo blocco calcareo) su cui c'è anche una lapide in pietra. Questo è il confine Lazio-Molise. Da Passo dei Monaci salendo ripidamente e facendo un po' a zig-zag si arriva sulla cima della Meta (mt 2242) con la presenza di una croce e un parallelepipedo in ferro (gabbia metallica IGM).

Percorso da Campitelli 1450 metri slm - Alfedena

Sentiero L1 della rete sentieristica del PNALM

850 metri di dislivello positivo e 12 km di sviluppo

Dal pianoro di Campitelli si prende il sentiero "L1" che inizia con una carrareccia in leggera salita. Dopo 500 metri c'è il bivio a destra che scende verso il Lago Vivo. Si trascura questo bivio e si continua su carrareccia fino al sentiero vero e proprio, in salita che attraversa la faggeta per circa 2,5 km.

Il sentiero prosegue con maggior pendenza e sbuca su un prato detto Altopiano dei Biscuri (quota 1700 circa): da qui si inizia a vedere il Monte La Meta che è di fronte. Il sentiero prosegue costeggiando sulla sinistra il Monte Miele (1942 m.sl ) e sulla destra, più lontane, le pareti delle montagne.

L'Altopiano dei Biscurri (le piccole valli e colline che lo formano sono state modellate dal peso di antichi ghiacciai e dalla forza delle acque generate dal loro scioglimento e sono coronate dalle maestose vette del Monte Meta, del Monte Tartaro, di Cima Biscurri e Monte Miele) è lungo circa 2 km arriva ai piedi della Meta e si incontra con il sentiero M1 al Passo dei Monaci (quota 1960), contrassegnato da un grosso masso calcareo; da qui si prende a destra (direzione nord), con una abbastanza decisa; il sentiero è comunque piuttosto a vista sino alla cima del Monte Meta.

Percorso da Prati di Mezzo 1403 metri slm - Picinisco

Sentiero N1 della rete sentieristica del PNALM

900 metri di dislivello positivo e 10 km di sviluppo

Dal Piazzale di Prati di Mezzo ci si dirige verso il ristorante-rifugio (un tempo chiamato “il Baraccone”) che si trova sulla sinistra avendo di fronte il pianoro di Prato di Mezzo. Il sentiero passa a sinistra del rifugio (sentiero N1 del PNA) e risale su una spalletta sassosa prima di entrare nel bosco.

Usciti dal bosco si giunge ad una piccola sella erbosa dove il sentiero piega nettamente a sinistra. Si guada un fossato, traversa a mezza costa un’altra spalletta ed entra in un’ampia zona prativa marcata da un altro grande fossato.

Da qui ci sono due possibilità: seguire il fondo del fossato o risalire il suo fianco destro camminando ai margini di un sassoso pianoro in declivio. La seconda soluzione è la più comoda soprattutto se il fossato dovesse risultare fangoso dopo giorni di pioggia. Si raggiunge il Vallone della Meta e gli alberi vanno man mano sparendo lasciando il posto ad un paesaggio aspro e severo.

Su sentiero sempre sconnesso si giunge ad un bivio (1829 m, 0.40 h/ 1.20 h), si abbandona la pista di sinistra che traversa il Pratolungo (sentiero N3 del PNA). Si segue quella di destra che, terminato il Vallone della Meta, si destreggia tra conche, doline e cocuzzoli fino a che non va ad intercettare di nuovo il fossato. Si raggiunge il Passo dei Monaci dominata dalla parete est de La Meta (1967 m, 0.20 h/ 1.40 h, termine sentiero N1 del PNA). Da qui si piega verso sinistra in direzione della visibilissima cresta SE de La Meta.

Mappa dei Sentieri

Sul piazzale di Campitelli d'Alfedena è esposta la mappa dei sentieri del Parco. In basso è riportata la sezione con i sentieri M1, L1 e N1.

Mappa dei sentieri M1 L1 N1 del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, Vallefiorita, Campitelli d'Alfedena, Monte Meta

Mappa dei sentieri M1, L1, N1 del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise

Approfondimento: la Via della Clessidra

La Via della Clessidra è il canale che si sviluppa tra il secondo e terzo grande Sperone, tra gli ammassi rocciosi offerti dalla maestosa parete NE del Monte Meta, alla destra del Canalone Centrale.

Itineriario ideale per le scalate invernali, necessità di ramponi, piccozza e imbrago.

Percorso di salita: si sale l’evidente canale a 35/40° fino al suo termine (120 metri), piegando leggermente a dx per giungere sulla grossa spianata sommitale (2230 metri), che costituisce il bordo settentrionale del Monte Meta.

Monte Meta, foto del 24 aprile 2021
Monte Meta, foto del 24 aprile 2021

Monte Meta, foto del 24 aprile 2021

Monte Meta, foto del 28 gennaio 2021
Monte Meta, foto del 28 gennaio 2021

Monte Meta, foto del 28 gennaio 2021

Monte Meta coperto dalle nuvole, foto del 01 febbraio 2020
Monte Meta coperto dalle nuvole, foto del 01 febbraio 2020

Monte Meta coperto dalle nuvole, foto del 01 febbraio 2020

Foto periodiche dal 2012 ad oggi della catena montuosa delle Mainarde qui.

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