Trekking Gran Sasso d'Italia

Da Campo Imperatore alla Vetta Orientale del Corno Grande del Gran Sasso

Ferrata Guido Brizio

La ferrata Guido Brizio è stata rifatta in Agosto 2017 con delle piccole varianti rispetto alla vecchia via.

La ferrata che dalla morena del Ghiacciaio del Calderone raggiunge la quota di 2775 m della cresta Nord (a monte del pianoro sommitale dell’Anticima della Vetta Orientale), realizzata da poco tempo, è un nuovo itinerario parallelo alla via normale.

Dettagli

Partenza: Campo Imperatore (2120 m)

Tempo di percorrenza: 8 ore

Dislivello: 800 m

Difficoltà: alpinistica facile con passaggi I e II grado

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Indicazioni ferrata Guido Brizio

Percorso:

Dall'Albergo di Campo Imperatore (2120 metri), che si raggiunge in auto o in funivia da Fonte Cerreto, o con percorsi più lunghi da Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte o Farindola, si segue il viottolo che passa accanto al Giardino Botanico e all'Osservatorio e prosegue verso il rifugio Duca degli Abruzzi.

Al primo bivio si va a destra, a mezza costa, tagliando il ripido pendio Nord-Est del Monte Portella, con alcune ripide svolte a serpentina si guadagna la Sella di Monte Aquila 2335 m (0,45 ore). Pochi metri più avanti si trascura il sentiero di destra diretto al Monte Aquila e alla Direttissima del Corno Grande e si scende a sinistra tenendosi sul bordo superiore della conca di Campo Pericoli.

Ai due bivi successivi si ignorano le vie di sinistra che scendono verso il Rifugio Garibaldi e si giunge alla base del costone Occidentale del Corno Grande 2350 m (0,25 ore). Si sale a svolte sul ripido pietraio e si raggiunge la Sella del Brecciaro 2506 m dove c’è il bivio, a sinistra, per la Ferrata Guido Brizio (fin qui dalla partenza 1,20 ore - ascesa 350 m - Km 3,7). Si percorre tutta la ferrata con la massima sicurezza indossando il kit da ferrata: alcuni tratti sono aerei, altri molto esposti a sinistra e alcuni tratti (scalette d’acciaio) strapiombanti; infine si attraversa la Valle dei Ginepri e si giunge di fronte alle pareti del Corno Piccolo, precisamente all’attacco della ferrata Danesi che si trascura. Si risale a destra tutta la parte finale della Valle, sassosa e pietrosa, giungendo sulla Sella dei Due Corni 2547 m (dalla Sella del Brecciaio 1,45 ore - ascesa 200 m - Km 2). Dalla Sella dei Due Corni si percorre a zigzag un enorme sfasciume di sassi del costone Nord-Ovest del Corno Grande, si lascia a desta la traccia che porta al Passo del Cannone e si continua in direzione Est lungo quella che porta sull’evidente morena del Ghiacciaio.

Bisogna superare tutta la morena e portarsi sotto gli sfasciumi del versante Ovest della Vetta Occidentale puntando ad un evidente canalino che si raggiunge senza difficoltà. Da qui inizia la nuova ferratina segnata da bollini rettangolari di vernice bianco-rosso; parte anche la via normale che è segnata da bollini circolari di vernice bianco-rosso ma che si sposta subito verso destra senza mai incontrare la nuova via. Ci si mantiene a sinistra del canalino risalendo la parete rocciosa, poi si supera un tratto coricato composto da pietraio e si riprende a seguire la ferratina che risale ancora un piccolo solco fino a raggiungere la cresta Nord della Vetta Orientale, la via è una “direttissima”. Si va a destra (Sud-Est), si supera una strettoia di crinale esposto (a sinistra precipita sul Paretone e a destra giunge la via normale segnata, come detto sopra, da bollini circolari) e si continua a salire superando dei piccoli gradini di roccia non esposti fino sulla vetta 2903 m (dalla Sella dei Due Corni 1,30 ore - ascesa 350 m - Km 1,3). Per la stessa via di salita si ritorna sulla morena del Ghiacciaio; al bivio di quota 1680 m circa, si va a sinistra in diagonale direzione Passo del Cannone. Si risale una paretina attrezzata con una corda d’acciaio fissa e si aggira il versante Ovest del Corno Grande, quota 2700 m (in alto si nota un grosso buco circolare nella roccia, sembra il buco di un cannone e per questo prende il nome di Passo del Cannone). Ancora in salita fino ad intercettare, a quota 2745 m, la via normale proveniente da Campo Imperatore e che porta sulla Vetta Occidentale del Corno Grande. Si prende in discesa e si arriva rapidamente sulla Conca degli Invalidi e sulla Sella del Brecciaio dove si chiude il giro ad anello (dalla Vetta Orientale 1,30 ore - ascesa 50 m - Km 2,3).

Ferrata Ricci dal Rifugio Franchetti

Dettagli

Partenza: Rifugio Franchetti (2433 m)

Tempo di percorrenza: 2.5 ore

Dislivello: 400 m

Difficoltà: alpinistica facile

Dal rifugio Franchetti m 2433 si prende il sentiero a mezza costa che taglia il pendio sotto il Ghiacciaio del Calderone, portandosi ai piedi di una grande rampa rocciosa ben visibile dal rifugio. Si risale con facile arrampicata questa rampa raggiungendo in alto il filo di cresta (cresta Nord della Vetta Orientale). Da questo punto ci si affaccia su di un vertiginoso abisso che sprofonda per quasi duemila metri fino ai casolari di Casale San Nicola. Tenendosi a destra del filo di cresta si supera un risalto roccioso (corda fissa), quindi ci si sposta ancora a destra su rocce rotte (corde fisse) e superato un vasto anfiteatro roccioso in direzione sud si tocca di nuovo la cresta, un po' a sinistra dell'Anticima a m 2500 circa: da questo punto è splendida la vista di profilo sul Paretone. Si piega a destra seguendo il facile filo di cresta si passa a monte dell'Anticima m 2700 e ci si affaccia sul Ghiacciaio del Calderone, ricongiungendosi con la via normale che dal Ghiacciaio sale. Seguendo il sentiero e superando i piccoli salti rocciosi della cresta terminale si tocca la Vetta Orientale m 2908.

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Gran Sasso Vetta Orientale

Fonte: www.lemiepasseggiate.it, www.rifugiofranchetti.it